Costretti a decidere chi salvare. Come in guerra”. Ecco a cosa ha condotto una politica che invece di occuparsi della tutela al diritto alla salute, costituzionalmente garantito a tutti, ha privilegiato i vantaggi economici dei privati. In Italia l’indice di mortalità del Coronavirus risulta essere del 10% mentre nel resto del mondo è del 2,5/3%.

I tagli alla sanità pubblica negli ultimi decenni  e la progressiva incentivazione della medicina privata accreditata hanno portato il SSN che era il migliore del Pianeta ,ad essere talmente carente da indurre i sanitari a dover scegliere chi salvare e questa scelta penalizza gli anziani e i già ammalati di altro.

Tutto ciò è indegno di un Paese civile e la responsabilità non è dei sanitari ma della politica che li ha privati della possibilità di assistere e tentare di salvare tutti riportando l’Italia nella preistoria dell’Umanità.

Risultato, come osserva il Direttore del Quotidiano del Sud, nel servizio pubblico meno medici, meno infermieri, meno posti letto in particolare di terapia intensiva. Meno ospedali e parallelamente sempre più viene comprato un servizio non necessario dalle cliniche private che vengono convenzionate.

Dal 2010 ad oggi in valore assoluto la spesa sanitaria è diminuita di poco mentre la spesa primaria, al netto degli interessi per il debito pubblico, è aumentata dello 0,5 % ogni anno.

Non solo, ma la spesa sanitaria, pur insufficiente, invece di essere utilizzata per sostenere la sanità pubblica, è stata in parte dirottata verso il privato. Risultato: negli ultimi anni risultano dimezzati i posti letto per la Terapia intensiva, 8.000 medici e 13.000 infermieri in meno nel servizio pubblico.

Gli ospedali hanno perso 70.000 posti letto negli ultimi 10 anni, ma per i Siciliani e i Meridionali i disagi sono ben più gravi perché costretti a soffrire la grande disparità con il Nord. I posti per la Terapia intensiva che nel Nord sono in proporzione di uno ogni 11.000 abitanti nel Sud si riducono ad uno ogni 14.000 .

Pur essendo, naturalmente, addolorati che molte persone stiano soffrendo un dramma per il Coronavirus, pagando un inaccettabile maggior tributo in percentuale di decessi – rispetto alla media mondiale – (e solo per minor posti letto e minor personale di quei reparti) pensiamo con orrore alla ancora più grave tragedia che si sarebbe verificata o si potrebbe verificare se la stessa emergenza avesse colpito i Siciliani e i Meridionali.

Grazie all’Operazione Verità promossa dal QdS, oggi conosciamo la grande truffa consumata ai nostri danni dalla legge 42 del 2009 voluta dalla Lega Nord, che sottrae alla Sicilia e alle Regioni del Sud 62 miliardi di euro ogni anno sul principio incostituzionale che ha previsto che le risorse dello Stato vengano distribuite alle Regioni non sulla base della popolazione e dei LEP, ma sulla base della Spesa Storica che rende i ricchi sempre più ricchi (Nord) ed i poveri sempre più poveri (Sud).

Su questo presupposto barbaro oggi lo Stato spende pro capite, ogni anno, 2.054 euro  per abitante in Liguria, in Valle D’Aosta 2.015, in Lombardia 1.904, in Campania 1.723, in Calabria 1.748, in Sicilia 1.765 e così via.

Basta moltiplicare la differenza per il numero di abitante di ogni Regione del Sud per rendersi conto di quale trattamento arrogante e iniquo viene riservato alla Gente del Sud, alla quale, di fatto, non viene ancora riconosciuto il Diritto di Cittadinanza e con esso gli stessi Diritti degli Italiani del Nord.

Enzo Maiorana 

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